COS’È IL MASTERING

Il processo di Mastering è tanto creativo quanto tecnico e rappresenta l’ultima fase nella realizzazione del vostro progetto musicale prima della duplicazione. I missaggi vengono ascoltati, controllati e corretti, ove ve ne sia bisogno, nell’equalizzazione, nel bilanciamento e nella dinamica.

La potenzialità sonora viene sviluppata in modo tale da garantire un ascolto ottimale al maggior numero di fruitori possibili attraverso i più diversi sistemi di riproduzione. I singoli brani vengono ordinati ed uniti in una sequenza coerente come fossero capitoli in un libro.

L’esperienza, unita al corretto uso di macchinari di altissima qualità in ambiente controllato e la grande attenzione al dettaglio, fanno sì che il prodotto dei vostri sforzi creativi sia non solo pronto per la duplicazione, ma anche competitivo con la concorrenza. La comunicazione tra l’artista o l’A&R ed il vostro Mastering Engineer è fondamentale per ottenere un risultato pienamente soddisfacente. E’ inoltre molto importante comprendere lo scopo di questo particolare momento nella creazione di un prodotto musicale evitando di cadere nei molti luoghi comuni che circondano questa professione.

La sessione di mastering può essere divisa grosso modo in due fasi, la prima in cui ascoltando i brani si evidenziano eventuali problemi che devono essere corretti ed una seconda in cui i brani vengono compilati in una sequenza completa di indici PQ, vengono inseriti eventuali ISRC e codici a barre e si produce infine, dopo averlo verificato qualitativamente, un supporto adatto alla duplicazione e alla diffusione del prodotto. Un mix può o non può aver bisogno di correzioni.

Per quanto sempre più rari, ci sono mix che vengono passati in macchina “flat” o “semi-flat” senza interventi di correzione. Nel caso in cui ci fosse bisogno di interventi correttivi lo strumento principale utilizzato è solitamente l’equalizzatore. Compressori e limiters vengono utilizzati, ove ce ne fosse bisogno, sia in modalità “narrow band” per attenuare le sibilanti (de-essing) presenti nelle performances vocali o ad esempio in caso di piatti estremamente taglienti, che in modalità wideband per amalgamare le diverse componenti del brano.

La capacità di ascolto selettivo dell’insieme unita all’esperienza permette di comprendere quali interventi effettuare per rendere un brano bilanciato nelle sue parti e allo stesso tempo fruibile attraverso diversi sistemi di riproduzione mantenendo la giusta competitività nel livello percepito.